
Liberamente da me reinterpretata.
Un antico villaggio della Cina era comandato da un capo saggio e retto. Quest’uomo era ammirato e stimato dai suoi cittadini e chiunque avesse bisogno di un consiglio sull’amministrazione del bestiame o dei raccolti, così come sulla propria personale via verso la pace dell’anima, si rivolgeva a lui.
Il capo-villaggio era un uomo ormai anziano, divenuto amministratore di quelle terre molto giovane a causa della morte del padre. Aveva fatto leva sulla propria, ferrea, forza di volontà per proseguire i suoi studi e non aveva mai rinunciato a un lungo tempo di meditazione quotidiana, nonostante i numerosi e gravosi impegni. Era da tutti riconosciuto come l’uomo più saggio della provincia, e le sue conoscenze erano sconfinate.
Questo non gli era sufficiente. Da molti anni egli inseguiva la via dell’illuminazione. Senza risultati. Per questo motivo decise un giorno di fare visita a un Maestro molto conosciuto nel regno. Sebbene questi si trovasse a circa trenta giorni di cammino, e altri trenta ne sarebbero serviti per tornare, scelse di gettarsi in questa impresa. Dopo un lungo ed estenuante viaggio giunse al tempio del Maestro.