luglio 16th, 2010 § § permalink
Mezzanotte e 7 minuti. Il cane era disteso sull’erba in mezzo al prato di fronte alla casa della signora Shears. Gli occhi erano chiusi. Sembrava stesse correndo su un fianco, come fanno i cani quando sognano di dare la caccia a un gatto. Il cane però non stava correndo, e non dormiva. Il cane era morto. Era stato trafitto con un forcone. Le punte del forcone dovevano averlo passato da parte a parte ed essersi conficcate nel terreno, perché l’attrezzo era ancora in piedi. Decisi che con ogni probabilità il cane era stato ucciso proprio con quello perché non riuscivo a scorgere nessun’altra ferita, e non credo che a qualcuno verrebbe mai in mente di infilzare un cane con un forcone nel caso in cui fosse già morto per qualche altra ragione, di cancro per esempio, o per un incidente stradale. Ma non potevo esserne certo.

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marzo 18th, 2010 § § permalink

Col termine “personalità” in psicologia intendiamo la modalità di percepire noi stessi, gli altri, l’ambiente che ci circonda e il modo con cui scegliamo di rapportarvici. Il disturbo di personalità è quindi un’anomalia nel funzionamento della personalità, che va ad intaccare gravemente il nostro rapporto col mondo esterno o semplicemente causa un forte stress.
È sbagliato pensare che i disturbi di personalità non possano interessare le persone cosiddette “normali”, in quanto ognuno di noi è in una qualche misura “disturbato”. Possiamo trarre esempio da questo elenco, e capire a quale gruppo più ci avviciniamo.
Secondo il manuale diagnostico DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), uno dei più utilizzati punti di riferimento per psicologi, psichiatri, psicoterapeuti e psicolabili di tutto il mondo, i disturbi di personalità si suddividono in tre gruppi: caratterizzati da comportamento bizzarro (gruppo A), caratterizzati da alta emotività (gruppo B), caratterizzati da alta ansietà (gruppo C). Vediamoli.
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marzo 7th, 2010 § § permalink

Il senso del dolore fisico (dolore e fisiologia del dolore su Wikipedia), come molti immagineranno, è un’importante spia di cui dispone il nostro corpo: quando c’è qualcosa che non va, quel qualcosa ci fa male. Nulla di più scontato. Come potremmo altrimenti sapere di avere una ferita?
Immagino, però, un’obiezione: “perché il dolore deve necessariamente essere così… doloroso? Non basterebbe un più semplice “avviso” come potrebbe essere, per esempio, un prurito?”.
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