Buongiorno. Sono il signore che paga il biglietto del tram.

luglio 22nd, 2010 § 1 comment § permalink

Articolo tratto da Corriere.it, scritto da Giangiacomo Schiavi.

Buongiorno. Sono il signore che paga il biglietto del tram. La volontaria che assiste gli anziani soli. Il cittadino che non evade le tasse. La signora che chiede per favore. Il pensionato che fa la coda negli uffici. La dirigente che sa ascoltare. Il medico che non guarda l’orologio. L’artigiano che non bara sui conti. Lo studente che non crede alle lotterie.

Io non sgomito. Non appaio. Non cerco scorciatoie. Non mi arrendo. Lavoro a volte anche per gli altri. Mi fermo sulle strisce. Non getto mozziconi nelle strade. Aspetto il mio turno per parlare. Non parcheggio sul marciapiede e neanche in seconda fila. Faccio il mio dovere. Studio, perché penso sia importante per vincere i concorsi. Vado a votare e non al mare. Mando i miei figli alla scuola pubblica. Non penso a veline o tronisti. A volte inseguo le mie passioni..

Lettere dal Paese dei Nessuno, dall’Italia dei (cittadini) dimenticati che scrivono ai giornali per avere una speranza e riassumono il declino di un vivere comune, intaccato da una terribile domanda: ma chi te lo fa fare? Giovani che si spaventano: «Ho paura per il futuro mio, del mondo, di tutti, non riesco a vedere il prosieguo della storia che il presente ci sta raccontando» (Martino, vent’anni). Anziani che si deprimono: «Sono avvilita, disgustata. Tutti rubano, tutti mangiano, tutti si fanno appoggiare o raccomandare. Se non sei così ti tagliano fuori » (Barbara, settantacinque anni). Ragazzine che si interrogano. Come Giulia. Storia esemplare che non fa notizia, ma indica il retropensiero che aleggia su di noi quando prendiamo un impegno: ne valeva la pena?

Continua a leggere l’articolo su Corriere.it

Legalizzate le Nozze Gay in Islanda. E l’Italia?

luglio 1st, 2010 § 0 comments § permalink

Nozze Gay in Islanda: Johanna Sigurdardottir

Questo post non vuole parlare del fatto che sia giusto o meno essere omosessuali, del fatto che l’omosessualità sia o meno una grave patologia, del fatto che “Dio” ci abbia creati omo- oppure etero- sessuali e di tutte quelle (peraltro interessanti) questioni che girano intorno al dibattito. A riguardo mi tengo le mie certezze come le mie perplessità e a chi volesse approfondire rimando alle FAQ sull’omosessualità. Vorrei qui concentrarmi sull’aspetto “legale” di questa vicenda.

Dunque, per farla breve: succede qualche giorno fa che in Islanda vengano legalizzate le nozze gay e che ad inaugurare le danze sia niente meno che la premier in carica, certa Johanna Sigurdardottir (foto), classe 1942, sposata, divorziata e madre di due figli (già adulti). La possibilità di far convolare a “giuste” nozze due persone dello stesso sesso esiste già in parte d’Europa (Spagna, Portogallo, Svezia, Norvegia, Olanda, Belgio) mentre nel resto del Vecchio Continente sono previste quantomeno le unioni civili (Gran Bretagna, Francia, Germania) [fonte: Wikipedia, anche qui].

Ora, lasciamo perdere per un attimo (altrimenti potremmo scrivere un qualche migliaio di post e un qualche milione di commenti, senza venirne a capo) l’aspetto etico, morale, religioso. Poniamo pure (anche se non sono mai d’accordo con chi vede il mondo in bianco e nero) che l’omosessualità sia un male, una patologia, il demonio in persona che si impossessa dell’uomo e della donna, un errore genetico oppure educativo, una grave carenza affettiva. Ok, poniamolo. Ma volete spiegarmi come mai due persone adulte e vaccinate che hanno deciso di seguire il demonio e farsi reciprocamente del male (ragazzi, ovviamente sono ironico) non possono unirsi legalmente al proprio partner dello stesso sesso perché in Italia questo non è previsto?

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I migliori blog italiani di psicologia.

maggio 17th, 2010 § 26 comments § permalink

Migliori Blog Psicologia.

Cari lettori,

oggi vi propongo il mio personalissimo elenco dei migliori blog di psicologia in lingua italiana. Spero che possiate trovarli utili e che vi aiutino, come fanno con me, a districarvi nel difficile compito di capirci qualcosa sul funzionamento della vostra mente.

Ce n’è veramente per tutti i gusti, per tutte le situazioni e per tutte le età. Buon divertimento e, soprattutto, buona lettura!

Mente e Psiche

Mente e Psiche” è IL blog di Psicologia. Daniela Ovadia fa parte de “I Blog d’Autore de le Scienze” e propone articoli molto profondi e attuali con estrema competenza. Daniela è una professionista della psico-scrittura ed ha un taglio giornalistico che tramuta qualsiasi argomento in una piacevole lettura. Peccato solo per il fatto che il blog non venga aggiornato molto spesso.

Arte e Salute

Decisamente prolifica Emanuela Zerbinatti di “Arte e Salute“. Almeno una decina di post a settimana ricchi di spunti di riflessione ed estremamente attuali. Sintetica e precisa, non si limita a riportare notizie ma le arricchisce con enorme competenza ed esperienza personale. I suoi articoli sono spesso legati a fatti di attualità, a studi recenti, ad articoli scientifici appena pubblicati.

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Rapelay, il videogioco che inneggia allo stupro.

marzo 13th, 2010 § 0 comments § permalink

Violenza.

Avrete sicuramente letto, qualche settimana fa, la notizia riguardante “Rapelay”: il videogioco giapponese che ha per protagonista un maniaco e per scopo la violenza sessuale nei confronti del maggior numero di ragazze, anche minorenni. Siccome ci sono arrivato un po’ in ritardo, ormai è troppo tardi per dire la mia: mi limiterò quindi a qualche semplice considerazione generale (e alla fine vi frego e dico pure la mia).

Sono favorevole alla libertà di espressione, in tutti i suoi risvolti. Anche quando si parla di videogiochi. Trovo che quando ci si trova ad applicare la censura è perché la battaglia è già stata persa, e credo che la censura sia oggi un mezzo inefficace (se si può scaricare un film prima ancora che esca al cinema, cosa ci vuole a scaricare un videogioco?).

Tutto questo non mi impedisce di pensare che Rapelay sia una squallidissima trovata commerciale. “Commerciale” non nel senso che la software house che lo ha inventato ci stia guadagnando i milioni, ma nel senso che tutto il mondo ne sta parlando. Come dire: bersaglio colpito. “Squallidissimo” perché banalizza una cosa estremamente seria, una cosa che fa soffrire le vittime e i loro parenti (e in alcuni casi anche i carnefici) al punto da rovinargli la vita in maniera irreversibile e all’idea che alla parola “stupro” un ragazzino possa farsi una sonora risata mi prudono le mani.

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Where Am I?

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