Carnevale della Fisica: l’Arte di raccontare la Fisica ai Giovani di oggi.

giugno 28th, 2010 § 3 comments § permalink

Il Carnevale della Fisica

Ok, sono un povero peccatore

A causa del mio pessimo rapporto con la puntualità e le scadenze, questo post vi arriva con il “dovuto” ritardo. Ma quando si sceglie un blogger preferito lo si prende tutto, nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte… Ah, a proposito di matrimoni: l’ultimo post, quello sui matrimoni, ha scatenato una serie di commenti molto interessanti che vi invito a leggere e ai quali potreste replicare, se vi va.

Comunque, dicevamo: accolgo oggi l’invito di Emanuela a partecipare al Carnevale della Fisica (invito che, a proposito di scadenze, scade esattamente domattina). Insomma, qualche settimana fa mi viene chiesto di scrivere un articolo su “Fisica e Arte”. Io accetto forte del mio entusiasmo per le sfide, salvo poi ricordarmi che le mie nozioni di “Fisica” si limitano al sapere che gli oggetti cadono, generalmente, verso il basso. Non che le competenze sull’Arte vadano molto meglio: so giusto che La Venere di Botticelli è un dipinto di Michelangelo, ma non molto di più.

Cosa c’entro con “Arte e Fisica”?

In poche parole, mi sono messo in un pasticcio. Ma non mi sono dato per vinto e mi sono detto: Andre, la Fisica, prova a pensare a cosa rappresenta per te la Fisica. Mi sono risposto che Beh, per me la Fisica è la curiosità di scoprire i meccanismi che stanno dietro agli eventi del mondo, un po’ come la psicologia cerca di capire i meccanismi che stanno dietro ai processi della mente. Insomma, la Fisica, come la Psicologia, nasce da un forte desiderio di non fermarsi alla superficie delle cose, un voler scendere in profondità per meglio capire cosa accade intorno e dentro di noi.

» Read the rest of this entry «

I Migliori Test e Giochi di Intelligenza Online.

giugno 4th, 2010 § 10 comments § permalink

Test e Giochi di Intelligenza

Cari lettori di Pillole di Psicologia, proviamo oggi a fare il punto della situazione sui test online per misurare l’intelligenza. Ho raccolto per voi le migliori risorse gratuite (e ci mancherebbe!) che ho trovato nel web, i test che mi sono sembrati i migliori. Naturalmente dovete tenere presente che si tratta pur sempre di giochi che, fino a prova contraria, non hanno alcuna pretesa di “scientificità”.

Ricordate quando vi ho parlato di un metodo infallibile per aumentare l’intelligenza? Ecco, questo articolo è la versione 2.0. :)

Intelligenza.

Prima di addentrarci nell’elenco dei test vi riporto qualche breve spiegazione su cosa sia l’intelligenza, quali tipi di intelligenza esistano e come essi si misurano. Potete cliccare sui titoli per essere rimandati alle varie pagine di riferimento. Buona lettura!

Una Definizione di Intelligenza.

Non è facile definire l’intelligenza. Sino a non troppi anni fa, esisteva in psicologia un solo concetto che corrispondeva a quello di intelligenza logica. Ma se il termine “intelligenza” deriva dal latino intelligere (comprendere, capire – fonte: etimologia di intelligenza), ci sono molti ambiti in cui è possibile “capire”: emotivo, relazionale, linguistico, e così via.

È più corretto parlare di comportamento intelligente piuttosto che di intelligenza, in quanto il comportamento è osservabile e non fa riferimento ad una facoltà astratta.

» Read the rest of this entry «

Abbiamo già detto tutto sulla lettura veloce?

maggio 4th, 2010 § 1 comment § permalink

Questo blog, con mio sommo soddisfacimento, è primo tra le ricerche di google per una frase al giorno d’oggi di primaria e fondamentale importanza. Si ringraziano tutti coloro che hanno contribuito a portarmi così in alto nella mia missione per l’umanità. La frase è: un modo per evitare i deficienti.

Il post precedente sulla lettura veloce ha attirato molti commenti intelligenti a favore e contro la lettura veloce. Proprio in questi giorni gironzolavo per la rete e mi sono imbattuto nel blog di Marco Dal Cin. Vi riporto, su gentile concessione dell’autore, l’articolo “Lettura veloce: pro e contro“, per alimentare ancora un po’ questa interessante discussione. Buona lettura!

Ci sono persone che affermano di leggere più di cento libri in un anno. Dalla sua esperienza, dottor Fausto, è possibile leggere così tanti libri e ricordare qualcosa di quello che si è letto?

Personalmente credo che sia possibile. Io stesso leggo più di cento libri in un anno. Ma come sa, io faccio questo per mestiere…leggo per almeno quattro ore al giorno, e il resto lo passo a scrivere.

Ad ogni modo è necessario fare una distinzione preliminare. I romanzi vanno letti a velocità normale. Non si possono leggere delle narrazioni saltando delle parti. Nei romanzi ogni parola è importante perché espressione della sensibilità dello scrittore. Si tratta di arte. La lettura veloce va applicata solo ai saggi dai quali vogliamo trarre informazioni, non emozioni.

Quali sono le tecniche per leggere velocemente?

» Read the rest of this entry «

Una grande tecnica di lettura veloce. Gratis.

aprile 30th, 2010 § 23 comments § permalink

Una nuova tecnica per leggere di più.

Quando una banalità è venduta al prezzo di un grande segreto.

Premetto che, per quanto riguarda la lettura veloce, sono piuttosto ignorante. Condivido alcune riflessioni, consapevole di quanto queste siano ancora parziali. Digitando “lettura veloce” su google, si viene sommersi da quintali di pseudo-spazzatura creata ad hoc per risaltare sui motori di ricerca. Si cerca di invogliare il lettore promettendo di dimezzare i tempi di studio, oppure di lettura del giornale. E vendere un pratico e-book dal titolo altisonante. “Come leggere tutto lo scibile umano comodamente seduto sul cesso. In una seduta”, o cose del genere, per la modica cifra di 36 euro.

Tralasciando l’immondizia, concentriamoci sulla lettura veloce “seria”. Si tratta di una tecnica che permetterebbe di aumentare la propria velocità di lettura sino al 400% (le stime variano da sito a sito) il cui concetto chiave (semplificando, non me ne vogliano i cultori) è la lettura “a cluster”. Vediamo cosa c’è di vero.

Non leggere a voce alta.

Leggendo a voce alta si perde più tempo del dovuto. E questo è vero. Il nostro cervello, se mediamente allenato alla lettura, ha bisogno di meno tempo per registrare le informazioni rispetto a quello che impiega la bocca per pronunciare le parole. Questo vale anche per la lettura mentale: se leggiamo “parola per parola” immaginandone il suono nella mente, stiamo leggendo più lentamente di quanto potremmo.

A noi scegliere se val la pena di cambiare: se alcuni tra di noi non rinuncerebbero mai al melodioso suono delle parole, altri sono più interessati al contenuto che esse veicolano.

Secondo alcuni studiosi, e qui mi trovo d’accordo, la lettura ad alta voce è una cattiva abitudine da insegnare ai bambini solo nei primi momenti di apprendimento della lettura. I pareri sono discordi, personalmente, dalla scuola media in poi non faccio leggere ad alta voce.

» Read the rest of this entry «

Vygotskij e la Zona di Sviluppo Prossimale.

marzo 22nd, 2010 § 0 comments § permalink

Germoglio

Lev Semenovic Vygotskij (1896 – 1934) è stato un brillante psicologo sovietico particolarmente impegnato nell’ambito educativo. La prematura scomparsa non gli ha impedito di lasciarci delle vere e proprie perle di saggezza educativa e psicologica, alcune delle quali ancora molto attuali. Tra queste il concetto di “zona di sviluppo prossimale”.

Tra le molte definizioni che possiamo dare di “educazione”, c’è quella per cui educare significa far sì che una persona che non sa fare una determinata cosa impari a farla, e possibilmente a farla in autonomia. Ergo, favorire l’acquisizione di abilità che ancora non si possiedono. Sono educatori quindi, oltre a genitori ed insegnanti, anche i maestri di sci, gli insegnanti di musica, i capi cantiere e i vigili urbani (devo continuare?).

Se guardiamo le cose da questo punto di vista, ci sono due possibilità: o un’abilità la si padroneggia, oppure non la si padroneggia (con tutte le dovute sfumature: “tanto”, “poco”, “abbastanza”, etc). Possiamo immaginare che la personalità in crescita di un bambino o di un giovane sia suddivisa in diverse “zone” all’interno delle quali l’educatore potrà sapientemente inserirsi nel tentativo di estrarre ciò che c’è di buono, plasmarne (per quanto possibile) alcune parti e smussare gli spigoli più acuti. Vediamole.

» Read the rest of this entry «

Riconoscere la propria intelligenza tra le 7 proposte da Gardner.

febbraio 14th, 2010 § 2 comments § permalink

7 Intelligenze - Cervello.

Solitamente tendiamo a pensare che l’intelligenza sia quella cosa che ci permette di risolvere ardui compiti di matematica o, al massimo, di leggere velocemente un libro. Nulla di più errato, secondo Howard Gardner. Il noto professore dell’università di Harvard sostiene infatti che le intelligenze siano ben 7, e tutte diverse. Naturalmente ognuna influisce sull’altra, così come altri fattori influiscono su tutte (autostima, motivazione, etc), ma sono sufficientemente indipendenti per poter essere considerati dei nuclei a sé. Potremmo quindi ottenere ottime prestazioni in alcuni ambiti, pessime in altri. Vediamo quali sono:

Intelligenza Logico-Matematica:

È, diciamo, quella classica, quella del Quoziente Intellettivo. Per molti anni si è pensato che “intelligenza” fosse solo ciò. Riguarda la capacità di svolgere calcoli numerici, risolvere problemi logici (teorici e pratici).

Intelligenza Linguistica:

È la capacità di leggere e capire un testo, di ascoltare e comprendere una storia, di produrre un discorso con padronanza di vocabolario, di apprendere le lingue
straniere.
» Read the rest of this entry «

E-Learning: che stile di apprendimento elettronico hai?

gennaio 11th, 2010 § 0 comments § permalink

Apprendimento

Col termine E-learning intendiamo due cose: imparare L’USO della tecnologia, e imparare TRAMITE L’USO della tecnologia. Questo post riguarda la prima delle due. Ci sono vari modi di approcciarsi all’uso della tecnologia, e ognuno ha il suo personale. Possiamo, ad esempio, distinguere gli intraprendenti dai riflessivi, e gli accomodanti dai creativi…

Facciamoci qualche domanda: come abbiamo reagito all’ingresso dei pc nelle nostre case? Come abbiamo affrontato il diffondersi di internet? E cosa dire dei cellulari di cui non possiamo fare a meno ma che venti anni fa non esistevano? O ancora, come (in quale dei tanti modi possibili) hanno cambiato la nostra vita google, i blog, youtube e facebook?

In “Psicologia dell’Apprendimento Multimediale” provano a dare una risposta: ogni persona ha un proprio stile di e-learning.

» Read the rest of this entry «

Where Am I?

You are currently browsing entries tagged with Apprendimento at Andrea Ciraolo.