Rientro al lavoro dopo le vacanze: come la mettiamo?

agosto 30th, 2010 § 8 comments

Rientro Lavoro Vacanze

Stress da rientro al lavoro dopo le vacanze.

Ed eccoci qua. Se siete nella mia stessa situazione avete ricominciato a lavorare da un bel pezzo. Se siete in una situazione peggiore della mia, le vacanze le avete viste col cannocchiale (o forse col telescopio). Se siete normali, ad ogni modo, il giorno di rientro al lavoro dopo le vacanze è da annoverare a pieno titolo nella lista dei giorni neri, di quelli che non abbiamo fatto niente di così male per meritarli.

Ma c’è, e c’è almeno una volta l’anno. Non vi dico che ho dei consigli per farlo diventare un buon giorno, quello no, per carità. Ma possiamo ragionare insieme (collaborate nei commenti?) e scovare qualche metodo per rendere il rientro almeno un pochino meno traumatico.

Rientro al lavoro post vacanze: i consigli per affrontarlo.

1. Punto primo: le vacanze sono vacanze!

Un buon rientro al lavoro si prepara già dall’inizio delle vacanze. Per chi può permetterselo, sarebbe bene che le vacanze siano delle vere vacanze. Per chi non può permetterselo, ehm… dovrebbe farlo lo stesso. :) Lasciare il lavoro a casa, sia per quanto riguarda le cose da fare che per quanto riguarda gli aspetti “psicologici”: sforzarsi di non pensare all’ultima litigata col collega, per esempio. Spegnere il cellulare, o non rispondere se riconosciamo un numero “lavorativo”, tenere a mente tutte le accortezze necessarie a far si che, finita la vacanza, non possiamo dire: “bah, potevo godermela di più”. Questo aiuterà senza dubbio ad ottenere la giusta ricarica“.

2. Meglio prepararsi in anticipo al rientro.

Dal punto di vista psicologico, intendo. Certo, sono importanti anche gli aspetti pratici: fate in modo di non ritrovarvi a stirare la camicia il giorno prima, ma la cosa più importante è che arriviate al fatidico lunedì con le idee chiare: le vacanze sono finite, è stato bello finché è durato ma ora si ricomincia con la vita di tutti i giorni. Capisco che per alcuni questo possa non essere particolarmente consolante, ma è la realtà, ed è bene affrontare la realtà per tempo. (P.S. evitate però di pensare “cavolo, tra un po’ si torna al lavoro” dal primo giorno di ferie)

3. Rientrare a casa con qualche giorno di anticipo.

Questo è logico. Il rientro a casa comporta già di suo una serie di stress: la lunga coda sull’A1 sotto il sole cocente, varcare la porta di casa, sentire l’odore a cui ci eravamo ormai disabituati, lasciarsi assalire dalla malinconia, disfare le valigie… Perché accumulare stress su stress quando si potrebbe lasciar correre qualche giorno tra l’uno e l’altro? Inoltre le vacanze non sempre sono esattamente “riposanti”: meglio concedersi qualche giorno di vero ed assoluto relax prima di cominciare.

4. Focalizzare l’attenzione sugli aspetti positivi del proprio lavoro.

Mmh… Questa è dura… :) Beh, alcuni saranno più fortunati perché hanno un lavoro che li soddisfa pienamente, altri ci riusciranno perché vedono il lato positivo per natura, altri ancora dovranno (e sottolineo “dovranno”, ne va del proprio benessere) fare uno sforzo di fantasia. Ogni lavoro ha dei lati positivi, e se non ne ha sarà indispensabile trovarli. Se non se ne trovano, dovremo “attribuirli” ad aspetti che di norma non consideriamo positivi. Fosse anche solo lo stipendio che arriva a fine mese (col quale ci siamo pagati le vacanze).

Se ancora non ci siamo, ehm… Continuate a scartare l’ipotesi di cambiare lavoro? :)

5. Mantenere per un po’ qualche vecchia abitudine.

Se durante le vacanze eravate soliti trascorrere la serata leggendo un buon libro e bevendo un bel bicchiere di latte di mandorla fresco, provate a mantenere l’abitudine. Vi farà bene e avrà profumo di vacanza.

6. Rientro graduale al lavoro.

Rientro Lavoro Vacanze
Passare improvvisamente dal sole di Santa Maria di Leuca alle fatture da compilare non è affatto semplice. Se possibile, dedicare i primi giorni ai lavori meno stressanti, all’aggiornamento coi colleghi, alla programmazione del nuovo anno sociale, allo sgozzamento, smembramento e sotterramento di “qualche” collega…

7. Una bella “to-do list”.

Potreste segnare le nuove incombenze lavorative, ma anche quelle di ordinaria amministrazione casalinga, su una bella lista, in modo da non essere costretti a pensarci subito (che a seppellire un collega mentre si pulisce il filtro della lavatrice si rischia di fare confusione).

8. Non di sole vacanze vivrà l’uomo!

Ma anche di gite, di cene tra amici, di weekend fuori città… Scherzo, ma non troppo. Nel senso che caricando di eccessive aspettative le vacanze si rischia di vivere 50 settimane all’anno in funzione delle ultime 2. Le vacanze saranno anche uno dei momenti più divertenti/eccitanti/riposanti dell’anno, ma che non siano l’unico!

Rientro al lavoro dopo le vacanze…

:) Vi svelo un segreto. Quelli che avete letto sopra sono consigli di serie B, perché da Clarita ne ho trovati di molto più seri ed efficaci. Vi elenco quelli per lavoratori dipendenti, se siete lavoratori autonomi cliccate sul link.

  1. Non rientrate.
  2. Se proprio vi tocca, fate con calma, magari perdete il primo autobus o treno appositamente…
  3. Varcate la soglia di ingresso in ufficio con circospezione, come se vi foste dimenticati a casa il badge o vi sia capitato un incidente che ha generato amnesia a intermittenza;
  4. In ufficio salutate altri soggetti senzienti come l’orso appena svegliato, con un “umpf”, alzando il mento e la testa, senza pronunciare parole di alcun genere e se vi chiedono come va fate una smorfia con la bocca, inclinando leggermente il capo sul fianco;
  5. Accendete il computer come se fosse una macchina del caffé e attendete senza dire nulla, guardando fissi lo schermo come si fa con la centrifuga della lavatrice nei giorni di pioggia;
  6. Aprite il client di posta elettronica e aspettate, guardando il muro;
  7. Alzate la cornetta del telefono almeno due volte, per varificate che il tu-tu non sia degenerato in un blurp-blurp per il caldo estivo;
  8. Ora calcolate il tempo che vi resta alla pausa pranzo e poi all’uscita, in ore, minuti e secondi. Se serve fate un foglio Excel;
  9. Non prendete neppure un caffé, state nel vostro dormiveglia, pensando magari ai 147 milioni di euro che si sta godendo qualcun altro;
  10. Riordinate tutto il riordinabile, ma non fate una virgola di fatica, magari anticipate la pausa pranzo, fate finta di fumare una sigaretta in balcone oppure uscite a sgranchirvi le gambe per almeno 10 minuti ogni 35 minuti.. Importantissimo: non rispondete a nessuno, a voce o via e-mail. Voi non siete ancora rientrati, vero?

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§ 8 Responses to Rientro al lavoro dopo le vacanze: come la mettiamo?"

  • Andrea scrive:

    :) Pao, qualche volta penso che questo blog non sarebbe lo stesso senza di te. Poi ci ragiono meglio, e per fortuna mi dico che è proprio così!

  • paopasc scrive:

    Grazie Andri, fa piacere vedere riconosciuto il proprio valore…(sa, al rientro son sempre un po’ laconico…)

  • beh che dire…in questi giorni sto sentendo molte persone tutte: che amarezza rientrare a lav, oppure in francese du palle e via dicendo…e mi chiedo, ma come mai succede questa cosa? Forse non si fa un lavoro che piace? Conosco molto persone che lavorano anche in vacanza, molto meno, con molto meno stress ma son sempre attive…o sono ‘malati’ loro di lavoro o fanno qualcosa che li stimola sempre e la vacanza è un modo per lavorare molto meno ma con una bella vista mare…e gli altri si deprimono? Cambiate lavoro! :D

  • Lorenzo scrive:

    Io ho un’id contraria, sfruttare il tempo di vacnze fino all’ultimissimo minuto di vacanze :)

  • Andrea scrive:

    TheLifePhilosofer, in certi casi il “cambiare lavoro” sarebbe la strategia migliore, ma ci sono due blocchi:
    - di tipo psicologico: paure, ansie, il “sai quello che perdi ma non sai quello che trovi” e via discorrendo;
    - di tipo pratico: ehm… non è affatto facile trovarlo, il nuovo lavoro!

    Lore, credo che la tua idea sia complementare. Come in tutte le cose della vita (e ancora di più per quelle trattate da questo blog) non esiste una ricetta, ma bisogna scegliere in base alle proprie inclinazioni personali e, soprattutto, sempre accompagnati dal buon senso!

    :)

  • ELEN scrive:

    LAVORO IN UN’OTTICA QUASI 10 ORE AL GIORNOI. NN SI RISPETTANO ORARI DI CHIUSURA E NN HO MAI TEMPO PER ME STESSA. LAVORO CN 2 TITOLARI MASCHI E NN SI PARLA ALTRO CHE DI LAVORO. MAI UNA CHIACCHIERA, MAI UN SORRISO…INSOMMA SOLO LAVORO. STO MALISSIMO SPECIE ORA CHE RIENTRO DALLE FERIE. VORREI SCAPPARE….NN MI PIACE IL MIO LAVORO, AVERE A CHE FARE CON IL PUBBLICO NN è FACILE,MI SENTO OPPRESSA DA QUELL’AMBIENTE E HO SPESSO ATTACCHI DI PANICO E SENSO DI SCONFORTO. DITEMI CHE FARE!!!!!

  • ELEN scrive:

    SE PUR GUADAGNO 1000 EURO AL MESE E SONO PERSONE CORRETTE SOTTO QUESTO PUNTO DI VISTA, IO NN SONO SERENA E FELICE E OGNI VOLTA CHE DEVO ENTRARE IN QUEL NEGOZIO MI SI STRINGE LA GOLA E CADO IN UNA DEPRESSIONE PROFONDA. MI SENTO IN COLPA A PARLARE COSì PERCHè SO CHE TANTA GENTE VORREBBE LAVORARE E NN RIESCE A TROVARE NULLA MA IL MIO è DIVENTATO UN PROBLEMA PSICOLOGICO E NN SO CHE FARE.MI SENTO GLI OCCHI PUNTATI ADDOSSO TUTTO IL GIORNO. MAI UN MOMENTO DI PAUSA CHE NN DEVE ESSERE NECESSARIAMENTE IL CAFFè! ANCHE SOLO POTER CHIEDERE ‘COSA HAI FATTO IERI SERA?’ . PER NN PARLARE DELLE MOGLI DEI MIEI TITOLARI CHE VENGONO IL POMERIGGIO AD AIUTARCI. MI BOMBARDANO IL CERVELLO. GRAZIE E ASPETTO UN CONSIGLIO.

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