Inquietudine…

maggio 8th, 2010 § 12 comments

Inquietudine

Foto | Inquietudine

“Vorrei sempre essere altrove, dove non sono, nel luogo dove sono or ora fuggito. Solo nel tragitto tra il luogo che ho appena lasciato e quello dove sto andando io sono felice”.
Thomas Bernhard

L’inquietudine è energia.

A volte capita di arrivare a sera con una strana sensazione nello stomaco. Ci fa sentire incompleti, manchevoli, non-quieti, come se fossimo in cerca di qualcosa, ma non sappiamo cosa. È un’emozione che non può non esistere, perché insita nella natura umana. Ha fatto crescere alcune civiltà sino a fare esprimere loro il meglio, ne ha distrutte altre. È un moto che coinvolge lo stomaco, il cuore e la testa. L’inquietudine è una tensione verso che fa diventare gli uomini infelici, oppure eroi.

Secondo il suo significato etimologico (non quieto, agitato, che non si appaga mai), l’inquietudine è energia pura che a volte accumuliamo, finché esplode portandoci ai grandi cambiamenti della vita. Alcuni non sono in grado di controllarla, volano di fiore in fiore seguendo la propria inquietudine e non combinando nulla, altri ancora invecchiano senza averle mai lasciato spazio, morendo da frustrati. È molto difficile trovare il giusto equilibrio tra un sano senso di inquietudine, da soddisfare giorno dopo giorno, ed uno ossessivo.

Seguire l’inquietudine?

Assecondiamola, cerchiamo di capire dove vuole portarci, altrimenti siamo destinati ad essere tristi. Moltissimi (o forse tutti) grandi uomini sono stati inquieti, pensiamo a Gandhi, a San Francesco, a Che Guevara, a Martin Luther King. Il termine inquietudine è senz’altro molto attinente a quello mistico di santità e a quello molto più terreno (che preferisco) di eroicità.

Secondo le filosofie orientali, e anche secondo alcune branche delle religioni occidentali, l’uomo deve eliminare l’inquietudine: è un vizio da combattere. Quindi, se una faccia della medaglia è che fa diventare grandi gli uomini (quando ben veicolata) l’altra è che gli impedisce di provare la gioia della serenità.

È pur vero che in alcuni ambiti l’inquietudine è benefica, ad esempio come spinta alla carriera o al successo, mentre è malefica in altri, come l’equilibrio sentimentale. È ciclica, in quanto in certi momenti la si prova più che in altri. Passiamo a volte molti mesi di serenità, per poi attraversarne altri di forte inquietudine. Porta molto lontano, se ben veicolata, ma bisogna stare attenti a non bruciare il motore: nel percorso a tappe che è la vita, tendiamo sempre verso un obiettivo (la tappa successiva) ma a volte, qualche istante prima di averlo raggiunto, questo non sembra più allettante e ne intravediamo uno qualche chilometro in là… Se il nostro carburante è l’inquietudine, viviamo proiettati nel futuro, rischiamo di non vivere gli attimi per quelli che sono, ma solo in virtù di dove ci porteranno. Il nostro motore, prima o poi, si spomperà.

L’inquietudine secondo Fernando Pessoa.

Tratto da “Sensazione”.

I miei pensieri e sentimenti si confondono e formano
una vaga e tiepida anima-unità.
Come il mare che prevede una tempesta,
un pigro dolore e un’inquietudine fanno di me
il mormorio di un incalzante stormo.

Tratto da “Ode alla notte”.

Vieni, dal fondo
dell’orizzonte livido,
vieni e strappami
dal suolo dell’angustia in cui io vegeto,
dal suolo di inquietudine e vita-di-troppo e false sensazioni
dal quale naturalmente sono spuntato.

Fernando Pessoa

I volti dell’inquietudine.

L’uomo è per sua natura “animale inquieto”, tuttavia occorre distinguere la falsa inquietudine, che proviene dall’esterno, dall’inquietudine autentica che nasce, invece, nell’anima e di essa si alimenta.

Meglio la pace dei sensi e una vita tranquilla o meglio una vita inquieta, arrabbiata e storica? L’inquietudine gioca a nostro favore solamente se sappiamo domarla: porsi sempre nuovi obiettivi è cosa ottima, ma non dimentichiamo di goderci quelli già raggiunti. L’inquietudine repressa, invece, è terribile perché porta ad essere costantemente insoddisfatti di sé stessi. E mentre stai grassamente sdraiato sul divano a guardare la tv, ti sembra che la vita non sia soddisfacente. Il punto sta nelle differenze individuali: ci sono persone più inclini all’avventura, allo sforzo, alla fama, e altre che non desiderano altro se non un po’ di sana tranquillità. I primi, temo che dovranno convivere a lungo con questa sensazione che tanto odiano, imparare ad accettarla e riconoscerla come un forte propulsore. Per i secondi, esistono vari modi per cancellare, o quantomeno ridurre, questo stato d’animo. Riconoscerla è già un passo, ad esempio. Ma il passo più importante è riconoscerne le cause, per quanto nascoste e profonde. La sensazione è che l’inquietudine derivi dalla parte più buia di noi stessi, e se vogliamo contrastarla dobbiamo andare a scavare proprio là.

Anche se a causa del buio non ci vediamo un accidente.

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§ 12 Responses to Inquietudine…"

  • rossovermiglio scrive:

    L’inquietudine è mia compagna di viaggio, ma cerco di godere della vita, per quanto possibile
    Ciao Andrea!!
    LU

  • patty scrive:

    la realtà mi sta distruggendo,moriro`..

  • Andrea scrive:

    Patty,
    prendo il tuo commento come uno sfogo di quelli che “ogni tanto ci vuole”, magari favorito dall’anonimato, gettato lì in un momento difficile…. Perché è di questo che si tratta, vero? :)

    Beh, per quanto tutto ciò che so di te sono il nome e 6 parole, spero che questo momento possa passare presto.

  • alessandra scrive:

    l’inquetudine mi appartiene da una vita…alterno i momenti ma senza di quella nn potrei vivere..mi mancherebbe qualcosa..dall’inquietudine la nascita di nuove idee e di vita…la nascita di nuove situazioni e di crescita interiore ..per me e’ il mio motore…e come in tutto nella vita bisogna avere il giusto equilibrio..diventa negativa come tantissime altre situazioni o emozioni della vita se vissute in malomodo o nell’eccesso o se vissute come stati che ti portano ansia e nn crescita..

  • Andrea scrive:

    Beh, Ale, hai sintetizzato molto bene il “concetto” che volevo esprimere nel post (per la serie “come scrivere in un post ciò per cui sarebbero state sufficienti 6 righe”). Nulla da aggiungere!

    :)

  • claudia scrive:

    l’inquietudine mi paralizza…mi rende ciö che non sono..mi fa vivere male e mi sento soffocare da questo stato d’animo..ma ormai sono sua, mio malgrado appartengo all’inquietudine..mi ha scelta un giorno d’inverno, mentre ero intenta a guardare allontanarsi da me tutto ciö che per me era importante, LUI non curante stava andando via da me..

  • kiss scrive:

    ciao sono una ragazza di 16 anni e grazie a questo blog ho preso spunto per un progetto scolasico che prima non aveva forma…. grazie a tutti!!!!!!

  • Andrea Ciraolo scrive:

    È stato un vero piacere, Kiss! Grazie a te! :)

  • cosimo scrive:

    L’inquietudine….mi crea spinta verso l’alto..ma,a volte,mi crea stati d’ansia incontrollabile tanto da farmi fare scelte sbagliate…devo cercare di controllarla…non è facile..secondo me cercare aiuto,in questi casi,non sarebbe male…perchè tale energia dovrebbe essere sfruttata meglio

  • Sergio scrive:

    Io ho 37 anni, subisco questa sorta di mal de vivre da sempre, so cosa ha causato la mia inquietudine, ma l’ho scoperto troppo tardi, o meglio ho voluto guardarla in faccia di recente. Ho sempre pensato di essere semplicemente diverso, uno che scava, che andava a fondo in tutto, cercavo sempre i “perchè”, rendendomi pian piano conto che certi pensieri, certi ragionamenti, li facevo solo io. Passando per strano o iper sensibile.
    Mi sono tatuato l’inquietudine sul corpo, ed un po’ è come aver esorcizzato, “per ammissione”, qulla sensazione.
    Ora sto scrivendo un libro, il mio libro, spalmare parole sull’anima bianca, fa male, ti lascia senza fiato ma, riordina emozioni e ricordi come magliette in un cassetto confuso, far star meglio, ora almeno so di avere qualcosa da mettermi per uscire.

  • davide scrive:

    Una ferita profonda nell’anima per i più svariati motivi: una delusione, una prova, una perdita affettiva.. può portare un senso d’inquietudine, ma perchè la nostra anima non è fatta per subire divisione.. bensì per unirsi in armonia con gli altri, e se ciò non avviene dovrà adattarsi, con sofferenza, e piegarsi ad una continua ricerca sul senso della sua esistenza..: unirsi in armonia.

  • simona scrive:

    la mia inquietudine,naturale,sempre un po’ presente,e sottolineo un po’, mi aiuta a vivere il mio quotidiano sempre diversamente rimanendo agli occhi di chi mi guarda sempre uguale,e per questo ringrazio la mia inquietudine…a volte pero’ vuole fare un po’ l’egocentrica allora inrrompe gia’ le prime ore del mattino e ti fa’ sentire non completa…e se prima mi rendeva malinconica o peggio insoddisfatta ora la comprendo e ascolto i miei bisogni,il mio corpo la mia mente e il mio cuore e il solo accrescere la conoscenza di me stessa mi da’ forza per avere nuove conquiste

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