Effetto Zeigarnik: non possiamo lasciare un compito a metà!

febbraio 18th, 2010 § 2 comments

Effetto Zeigarnik.

Guardate questa figura:

Illusione Ottica 1

La vedete l’immagine? Bene… Li vedete i quadrati più grossi, quelli neri? Benone… Vedete, immagino, le righe bianche che formano una griglia… Perfetto. E scommetto che vedete anche i quadratini più piccoli, quelli grigi, nella griglia tra un quadrato nero e l’altro. Fantastico.

Effettivamente c’è un problema: i quadratini più piccoli, quelli grigi, non esistono. Sono creati di sana pianta dal cervello. Ma perché? Beh prima di rispondere vi faccio vedere un’altra figura. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta… Questo post parla d’altro.

Guardate questa:

Illusione Ottica 2

Credo vediate le linee nere che formano, diciamo, quei quadrati “incompleti”. E vedete anche i cerchi bianchi posti sopra gli angoli dei quadrati? Ok, il nostro cervello ci ha fregato ancora… Questa illusione ottica è detta “Illusione di Completamento”, ossia la mente ha bisogno di vedere immagini il più complete possibile, anche a costo di aggiungere qualche dettaglio quando questo manca. Naturalmente la cosa non vale solo per le illusioni ottiche, e può utilmente essere applicata alla vita quotidiana.

Ci dona una pillola di psicologia, oggi, Bluma Zeigarnik. Questa psicologa russa un bel giorno del 1928 si è seduta ad un tavolino di un bar, notando qualcosa di strano: il cameriere era in grado di tenere in mente un numero enorme di ordinazioni contemporaneamente, ma una volta “estinte” le dimenticava completamente. Bluma Zegarnik ipotizzò, e poi dimostrò, che la cosa potesse significare che la memoria trattiene più fortemente le attività ancora non “concluse”.

Questo spiegherebbe, ad esempio, perché uno studente può dimenticare gran parte di ciò che ha studiato, il giorno dopo un esame: ormai l’attività è conclusa, e la memoria se ne può “sbarazzare”. E quanti di noi non riescono a lasciare a metà i libri cominciati?

Uno degli esperimenti usati per dimostrare l’Effetto Zeigarnik consiste nel prendere un soggetto (un tizio, una cavia), e metterlo di fronte ad una serie di compiti di ogni genere da svolgere. Per alcuni di essi si lascerà che il soggetto li concluda mentre per altri lo si interromperà. Alla fine dell’esperimento si chiederà di ricordare i compiti assegnati: egli ricorderà prima e più facilmente quelli interrotti. Potete sbizzarrirvi a replicare l’esperimento con amici, cugini, conoscenti e animali domestici.

Foto | Flickr

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§ 2 Responses to Effetto Zeigarnik: non possiamo lasciare un compito a metà!"

  • rosaria scrive:

    Vi sembrerà strano ma io i quadratini e i cerchi non li vedo in automatico, ma citati riesco a visualizzarli. Questo cosa vuol dire?

  • Daniele scrive:

    E’ la stessa cosa che succede per i lutti non elaborati secondo la dottoressa Anne Ancelin Schützenberger, che riprendendo gli studi della Zeigarnik ha messo appunto la sua teoria.

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