
Questo articolo è stato scritto da Alessandro Pollutri.
Che ad oggi, era della comunicazione e della condivisione, ci siano più coppie che si spaccano rispetto agli amori eterni è cosa risaputa.
La società ha rovinato il matrimonio?
Io credo che due persone per vivere un buon rapporto di coppia debbano avere alla base una visione mentale del proprio futuro come “coppia” e quindi un simil modo di vedere la vita futura insieme. Se nella civiltà odierna il matrimonio è ancora considerato un fatto non solo “naturale” ma “obbligatorio” un primo motivo di rottura potrebbe essere il fatto che molti arrivano al grande passo< con ancora molti schemi mentali da “single”.
Mi vien da pensare che le cause di questa situazione (divorzi a tonnellate, nascite in caduta libera, etc) derivino, tra l’altro, dal fatto di avere molta (troppa?) informazione veicolata dai media sull’estetica, sullo svago e sul divertimento, sulla socializzazione virtuale che comporta un non impegno nel conoscere la persona che si ha di fronte (o meglio, dall’altra parte dello schermo) perché si è troppo distanti, oppure troppo ripiegati su se stessi.
È possibile, poi, che si sia invertito l’oridine dei valori? Che siano cambiate le fondamenta nella ricerca della propria realizzazione personale? I valori spinti dalla società, “spintaneamente” introiettati dalle persone, hanno portato ad un’insicurezza sempre maggiore e ad un “vuoto” interiore che ha fame di essere riempito. È l’idea di avere mille alternative, che esiste sempre un meglio, che causa l’infinito non-appagamento interiore alla base del marketing emotivo che tanto funziona oggi?
Naturalmente i valori più spinti sono quelli fondati sull’estetica oppure sul consumo. E in una società basata sul consumo, come possiamo pensare di non consumare anche i matrimoni? Mai che venga menzionato lo spirito di sacrificio: tutto è facile, basta acquistare i biscotti giusti per essere catapultati in una famiglia felice dove a colazione i bambini sono allegri e sorridenti, non vedono l’ora di andare a scuola ed al partner non puzza il fiato.
Come possiamo credere che esista matrimonio senza sacrificio? E come si può fare un passo tanto importante senza avere sviluppato prima la capacità di “sopportarlo”?
Oppure la società non ha bisogno del matrimonio?
C’è, però, un’altra faccia di questa medaglia..
Non potrebbe essere che l’istituzione del matrimonio sia una “faccenda” fondata e creata culturalmente millenni fa e che nel nuovo contesto sociale non sia più funzionale? Nessuna specie animale in natura “si sposa” e, salvo qualche raro caso, Madrenatura non ha previsto la fedeltà coniugale. Se la coppia fissa fosse stata culturalmente creata dall’uomo (a seguito di un bisogno di sicurezza), la “crisi del matrimonio” potrebbe essere indice di un ritorno alla nostra essenza animale.
“L’istituzione” del matrimonio è stata creata dalla nostra cultura. Spesso, parlando con persone sposate (e non) avverto che il passo del matrimonio è considerato un obbligatorio perchè ”la mia famiglia ci tiene, gli amici sono sposati, io lavoro e anche lui/lei, ovvio che ci sposiamo!”. Ora, è così funzionale fare un passo di questo tipo con queste motivazioni? A cosa porta? È un caso che i matrimoni che falliscono siano in crescita costante… o sarà proprio per le motivazioni con cui si sceglie di farlo?
Perché bambine e ragazze sono infarcite di favole del principe azzurro tanto che in mente, spesso, hanno il solo sogno di stare sull’altare col vestito bianco? Vivere una favola non è possibile…sopratutto una favola non propria ma di qualcun altro.
Per concludere…
Troppe spinte esterne e culturali dei “saggi” genitori contro spinte odierne al consumismo e coppia single, coppie di fatto e company… Come può una persona scegliere spontaneamente senza lasciarsi influenzare da società e famiglia? Ci si trova in mezzo a due spinte opposte e c’è il rischio che per non mettersi contro nessuno si finisce “contro sé stessi”.
La nostra società è così poco evoluta da aver guastato il matrimonio, oppure è tanto evoluta da non averne più bisogno? Non saranno proprio le spinte troppo diverse e pretenziose dall’esterno che stanno spaccando società e “persone” in due opposti tragicomici?
Cito una frase da un libro molto profondo e spirituale, La Profezia di Celestino:
“Siamo tutti alla ricerca di appagamento nella nostra esistenza e non vogliamo accontentarci” … “E quando si tratta di rapporti umani siamo talmenti pieni di pretese da renderli quasi impossibili”.
Forse si sta inseguendo un’appagamento personale causato da un’irrequietezza interiore sperando ( o convincedosi) che il matrimonio, un figlio, uno obiettivo raggiunto di natura affettiva ‘esterna’ sia la soluzione, cosa che, i fatti dimostrano, sembrerebbe non essere, ancora più di prima, la via per l’ appagamento e la felicità…che ne sarà di noi?
Ai posteri l’ardua sentenza ;)
Foto | Flickr
Mi sono sorte due domande, leggendo questo articolo: “Che scopo ha sposarsi?”
“Ne ha solo uno di scopo o ciascuno può sposarsi per uno scopo diverso?”
Ciao!
“La nostra società è così poco evoluta da aver guastato il matrimonio, oppure è tanto evoluta da non averne più bisogno? ”
Alla domanda rispondo: la società si è evoluta ( se in bene o in malo modo, è da discutere) e per il momento il matrimonio è faccenda superata. Forse in futuro, quando si riscopriranno i valori della condivisione, della rinuncia all’egoismo e alla visione a senso unico del sè, allora questa scelta di vita tornerà ad avere valore.
@fabio! concordo con te, ognuno ha i o i suoi motivi, personali e ‘giusti’ per sè. Sicuro di scopi o motivazioni, ognuno ha i suoi personalissimi e proprio per questo, quando i matrimoni naufragano, ad oggi sempre più, forse le motivazioni che hanno spinto ad un passo di quusto tipo, forse, non erano quelle funzionali al matrimonio o ponderate per quello che comporta tale passo psicologicamente e come cambiamento di vita?
La fatica,il sudore protratto in una giornata lavorativa rende l’uomo libero,felice e realizzato ( per rimanere nelle classiche citazioni:)” il lavoro nobilità l’uomo” .
Tutto il contrario del lavoro è quello che il consumismo ci ha insegnato: una vita all’insegna del divertimento con alchool o senza con sesso o meno che ci rende schiavi dei nostri sensi di colpa,non che queste distrazioni avvenivano meno in passato,non bisogna mai dimenticarsi del caro e buon vecchio don giovanni,soprattutto di come finisce quella storia.
il matrimonio? a parer mio non è altro che un modo per portarsi il lavoro a casa :D
Il perché del matrimonio e se l’uomo ne ha bisogno è un argomento complesso in cui incidono principalmente due fattori. Primo cosa cerca l’uomo istintivamente e secondo come la società a cui appartiene modifica il comportamento e i scopi dello stesso.
L’uomo “istintivamente” è portato a riprodursi, come l’animale. Grande differenza tra uomo e animale è che l’uomo poi non abbandona il suo “cucciolo” al proprio destino. Vorrà stargli vicino, educarlo, crescerlo. Non vorrà separarlo dalla persona che l’ha messo al mondo, da questo istinto insieme a l’intelligenza che differenzia l’uomo dall’animale decide di creare il “matrimonio”. Il matrimonio non è l’atto di sposarsi su un altare ma un legame fra due o più persone finalizzato alla formazione di una famiglia.
Purtroppo è proprio la società ad aver alterato il desiderio dell’uomo. La società in cui viviamo oggi è una società capitalista, inutile illudersi che non sia così. Quello che conta è produrre e ottenere dei beni materiali. Per fare questo l’uomo si è ingegnato nei modi più svariati.
Questa società ha alterato l’istinto dell’uomo e i suoi desideri. Dal desiderio di riprodursi e creare un ambiente ideale intorno a se, il desiderio dell’uomo oggi è quello materiale.: la macchina, la casa, il lavoro appagante, la notorietà. Così ha inconsciamente perso il suo istinto primordiale sviluppato dai propri istinti e ha sviluppato un istinto inculcato dall’ambiente che lo circonda.
Che periodo intenso, ragazzi! Col ritardo che ormai mi contraddistingue, provo a buttare anche il mio parere nella mischia… :)
Fabio, condivido molto la tua seconda domanda: credo che siano tantissimi gli scopi per cui una persona possa scegliere di sposarsi. Su molti livelli:
- cambiano gli scopi tra individui di sesso maschile e femminile;
- cambiano gli scopi espliciti;
- cambiano gli scopi inconsci.
Insomma, anche se credo che delle somme si possano tirare (probabilmente ogni società ha il suo “trend” di motivi), la realtà è che non si può parlare DEL matrimonio, ma DEI matrimoni. E ti ringrazio per avermelo fatto notare.
Angelo Azzurro, condivido anche il tuo punto di vista, ma con alcune precisazioni. Non credo sia “il matrimonio” ad essere faccenda superata, ma piuttosto le varie concezioni che se ne avevano. Non credo che “sposarsi” sia fuori da questo mondo, ma credo che sia “fuori” sposarsi
- per fare un favore a Dio
- perché la convivenza non si fa
- perché così ci sistemiamo
- perché lei/lui ha insistito tanto
- perché è una sicurezza
- perché si può fare all’amore solo dopo il matrimonio
- e chi più ne ha più ne metta! :)
Banalizzo un po’, ma il dato di fatto è che molte delle necessità che tenevano in piedi la società dei nostri genitori oggi non hanno più motivo di esistere, e questo ha influito anche sui matrimoni.
TLP, sarà un caso che i miei articoli più commentati siano sempre dei guest post? La cosa mi preoccupa… :) Vabbé, guardo il lato positivo: sono capace di contorniarmi di ottimi collaboratori!
Carlo, sintetico e preciso: concordo su tutto tranne che sull’ultima frase… :)
Lionheart, fantastico. Sintetizzi molto bene una parte del mio pensiero (e non credo di questo tu debba andare fiero), ti dico l’altra: credo che l’altro motivo di per cui l’uomo (a livello evolutivo/animale) si sposi, a parte la tutela dei cuccioli, sia la PROPRIA tutela. Ovvero, col matrimonio è certo (o almeno dovrebbe esserlo) di avere un partner fedele col quale accoppiarsi (se fosse uno scimmione) o col quale condividere la propria vita nella buona e nella cattiva sorte (se fosse una persona). Questo tutela anche dalla gelosia più profonda, che è un istinto molto animalesco di chi ha a cuore la diffusione dei propri geni.
Complimenti per la frase:
Il matrimonio non è l’atto di sposarsi su un altare ma un legame fra due o più persone finalizzato alla formazione di una famiglia.
Me la appiccico sul frigo.
:)
Accipicchia Andrea…un argomento da far notte fonda…io me ne sto qui ad ascoltare che ho le idee un tantino confuse (o forse no…)
;-)
MrsQT
Bella questa analisi che separa in maniera puntuale ed esatta lo spaccato attuale del rapporto che vive il matrimonio e la coppia nel nostro secolo. E’ sicuramente a mio avviso un momento (spero momento..) di pieno Decadentismo, questo è ovvio dove la parola ”AMORE” è più che altro rivolta all’attrazione fisica ed al rapporto sessuale che non al significato di sacrificio personale per DEDICARE al partner su un piatto d’argento la propria anima, il prorpio essere, continuamente ”tentato” da distrazioni che depistano il vero obiettivo: essere intensamente e pienamente dedicati ad un’altra persona . Se prendete i vocabolari della lingua italiana noterete come, per la parola Amore, ci siano trafiletti lunghi ed intensi per esprimere il significato etimologico della parola e questa và dall’amore intesto come affetto, devozione, annullamento per l’altra persona al significato puramente fisico dell’atto sessuale ed a altri significati totalmente diversi tra loro. Questo la dice lunga su quello che vuol dire Amore, su cosa si basa una unione tra due persone e cosa vuol dire matrimonio.
Io credo che amore sia anche sacrificio per l’altra persona a discapito del proprio interesse e sopratutto senza aspettare un puntuale ritorno dall’altra parte per qualcosa che è atteso ma che non può e non deve essere matematico. Non si può contare quanti favori fai e quanti ne devi ricevere anche perchè chi dona per avere è come non aver donato mai niente.
Ma chi ti insegna più oggi che bisogna a volte sacrificarci per ottenere forse qualcosa, chi ci da più l’esempio in un mondo totalmente corrotto e privo di valori che ti devi conquistare qualcosa in maniera naturale ed a scapito tuo?.
Vorrei di seguito rimettervi un pezzo di un filosofo scritto nel 1871 pensate un pò in tempi non sospetti una mente come Amiel ha partorito un pensiero cosi grande ed attuale che calza alla perfezione e descrive in maniera esatta il degrado che purtroppo vive la nostra società..oltre 100 anni fà..
Pensiero Di
Henri Frèdèric Amiel, scritto nel 1871
‘’ Le masse saranno sempre al di sotto della media. Del
Resto, la maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso
Cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo ai più
Incapaci la decisione intorno alle cose più grandi. Sarà la
Punizione del suo principio astratto dell’Uguaglianza, che
Dispensa l’ignorante dall’istruirsi, l’imbecille dal giudicarsi,
il bambino dall’essere uomo e il delinquente dal correggersi.
Il diritto pubblico fondato sull’eguaglianza virtuale andrà in
pezzi a causa delle sue conseguenze.
Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di
Merito, di esperienza, cioè la fatica individuale:
culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento.
L’adorazione delle apparenze..si paga’’.
Sergio
Ciao a tutti.
Beh vorrei dire anche la mia su questo.
Non so se il matrimonio sia superato,io vivo in un paese e ci sono persone giovanissime che si sposano. Forse nei paesini la cultura monogama è rimasta ancora un pò intaccata.
Dal mio punto di vista invece il matrimonio non serve a niente. Anzi. Molte volte è proprio esso la causa di separazione. In molti casi viene visto che una sorta di manetta al polso. E sappiamo che ad oggi la cosa piu’ importante per una persona è la LIBERTA’. Ecco perchè credo che bisogna avere una preparazione interiore di coppia per affrontare un matrimonio.
Io credo che la società si è evoluta si ha piu’ libertà e questo è essenziale.
Ma francamente non è un matrimonio o una vita di coppia a togliere libertà.
MrsQT, il merito di questo post va tutto ad Alessandro… :) Godiamoci questa bella discussione che ne sta scaturendo!
Sergio, a mio parere più che un sacrificio del proprio interesse per il bene dell’altro un matrimonio che funziona vuol dire “trasformare il proprio bene personale in un bene comune, prima di coppia e poi di famiglia”. In questo senso non si tratta più di scegliere un bene piuttosto che un altro, ma di perseguirne uno per entrambi. Certo, questo pone alcuni problemi:
- una famiglia va costruita con la massima attenzione, perché se ci si sposa con un atteggiamento superficiale o non ci si prepara a dovere o non si è disposti a modificare radicalmente e prodondamente il proprio concetto di “bene”, non funziona.
- Nonostante ciò, il matrimonio è cosparso di piccoli e grandi sacrifici quotidiani che oggi siamo (noi esseri umani) sempre meno disposti ad accettare.
Personalmente non mi sarei mai sposato, se non avessi pensato di ricavarne molti “vantaggi”. Anzi, credo che una delle chiavi per un matrimonio felice sia proprio il giusto equilibrio da trovare tra la ricerca del proprio benessere e quello del partner (né troppo squilibrato da una parte, né dall’altra).
Fantastica la tua citazione, profetica direi, la posto sulla Pagina Facebook di PdP.
Amelio, concordo sul fatto che ci sia una grossa differenza di “concetto” tra paesi e città, anche se i paesi si stanno lentamente “modernizzando” (non so se è cosa positiva o negativa).
Sul fatto che il matrimonio non serva… Mi restano alcune perplessità. Credo che “un certo tipo di matrimonio” non serva. Risponderei citando LionHeart:
Il matrimonio non è l’atto di sposarsi su un altare ma un legame fra due o più persone finalizzato alla formazione di una famiglia.
Certo, una famiglia può essere formata anche prescindendo dall’atto del matrimonio, ma credo che questo offra molte garanzie a livello legale e anche emotivo/affettivo (sia alla coppia che ai suoi figli).
Non sono convinto che la libertà sia in assoluto la cosa più importante per le persone:
- sicuramente non lo è per tutte
- gli esseri umani, da che si è costituita la Civiltà, sono in perenne lotta tra il loro bisogno di “libertà” e quello di “sicurezza”
- ci sono quindi grosse differenze individuali, chi è più spinto da una parte, chi dall’altra.
Credo anche io che non sia il matrimonio o la vita di coppia a togliere la libertà, al massimo una certa concezione che si ha di “matrimonio” e una certa concezione che si ha di “libertà”.
Andrea ,Trattando un Blog del genere,sicuramente saprai meglio di me che in alcune relazioni (e quindi anche non per forza matrimoni) si creino dei rapporti di dipendenza con l’altro/a.Ed è a questo caso che io mi riferisco parlando di libertà,infatti piu’ che all’essere liberi oggettivamente,parlo del SENTIRSI liberi dentro. Del vivere serenamente un rapporto di coppia. Senza gelosie,possessioni,ecc. ecc. che sono quelle alla fine che rovinano tutto la maggior parte delle volte.
Sul matrimonio e sul fatto che serva o meno io facevo riferimento soprattutto all’aspetto religioso,sarò un pò duro per chi è fortemente cattolico,ma credo che al Creatore interessi ben poco se due si sposano o meno. La vedo solo come uno dei tanti business dell’”Azienda Chiesa”.
Invece concordo con te ,soprattutto se ci sono dei figli ,sposarsi in comune,consente tutele a livello legale,economico ecc.ecc. Ma anche in questo caso farlo “forzatamente” sarebbe solo deleterio.E capitano situazioni in cui ci si sposa “solo perchè si ha un figlio”.
:)
beh vedo che qualcosa ho stimolato, bene! Mi permetto di approfondire il concetto di dipendenza dall’altro che ha introdotto Amelio. Questo è il principale motivo di rapporti che si vanno a deteriorare.Molte persone, sempre per mia esperienza, sono orientate e ‘abbisognano’ di un rapporto per appagare un senso di ‘compelettezza’ che a dir loro, senza amore o compagno, manca e non si è felice senza.Ora che pure vogliamo dire che certamente il condividere una vita, piaceri, dolori, amore e affetti sia importante nessuno lo mette in dubbio ma che spesso, e ad oggi sempre più, il bisogno è diventato, causa profondo vuoto e non appagamento di sè stessi (inteso come sentirsi un unico intero e non : in cerca della mia metà, se è tua, come fa ad averla qualcun altro? ). Questo problema di dipendenza del e dal partner e relazioni in genere, ben tempo fa in libri di psicologia e spiritualità è stato affrontato come ‘patologia’ del controllo dell’altro.Si tende più a controllare l’altro che darsi all’altro, intendo dire proprio il dare amore per riceverlo, condizionare atteggiamenti per ottenere ciò che si vuole, in un sorta di ciclo a senso unico…e questo spesso è la causa di rotture relazionali, ognuno tende a soddisfare i proprio bisogni e prevalere sull’altro mettendo i suoi personali bisogni prima di quelli dell’altro, anzichè puntare ad avere i valori e bisogni di coppia in primis o allo stesso livello di quelli personali.
Ma credo soprattutto che la dipendenza dal partner derivi in larga parte ad una valutazione di se stessi prossima allo zero. E’ molto difficile se non impossibile trovare una persona che un rapporto di dipendenza ma che allo stesso tempo ha un’autostima ottimale.
Credo sia proprio non fattibile sarebbe un controsenso.
Ma credo di star andando troppo off post :)
@Amelio. non stai andando fuori post, il motivo che fa naufragare rapporti è da scovare in sè stessi in primis. Non c’è rapporti che funzioni bene se prima non c’è un equilibrio emotivo personale appagante per sè. Non ho ben capito la tua frase: E’ molto difficile se non impossibile trovare una persona che un rapporto di dipendenza ma che allo stesso tempo ha un’autostima ottimale.Credo sia proprio non fattibile sarebbe un controsenso. che intendi dire? :D cià
Si,intendo dire che in genere si ha un rapporto di dipendenza dal proprio partner quando si ha in qualche modo paura di perderlo,quando si ama esclusivamente per RICEVERE amore (chiaro sintomo di bassa autostima). Una persona con un’autostima di se ottimale è impossibile che venga a trovarsi a “dipendere affettivamente ” da un’altra persona semplicemente perchè è gia felice per conto suo volendosi bene. E ,se l’autostima è di quelle reali e non di quelle fragili che alla prima difficoltà crolla come un castello di sabbia, non esisterà persona al mondo con cui si possa venir a creare una dipendenza affettiva. Ma anzi il bello è che in questo caso un rapporto è piu’ appagante e duraturo e soprattutto felice perchè entra in scena la condivisione di due vite e non la possessione di una rispetto all’altra.
Ecco cosa intendevo. :) Ma è piu’ o meno ciò che avete gia detto nei commenti.
Ciao
Ho notato che la percentuale di donne che sta partecipando a questo dibattito è molto
esigua. Come mai?Sarebbe interessante conoscere anche il punto di vista femminile. Sono
d’accordo sul fatto che la cultura e la società di oggi hanno modificato in mille modi il
pensiero e l’approccio al matrimonio, e non so dire sinceramente se in questo senso esse si
siano evolute troppo o poco, ma so perchè mi sono sposata io.
Ve lo dico perchè ho trovato tutta la discussione molto interessante, davvero, ma se le
discussioni si dilungano oltre un tot a me sembra che si stia facendo solo filosofia (il
che non è un male, solo non è adatto a me).
In questo senso sono d’accordo con chi diceva che non si può parlare tanto DEL matrimonio
quanto DEI matrimoni. Perchè ognuno è una storia a sè.
Ebbene sì io sono una di quelle che da bambina sognava il principe azzurro e la famiglia
felice del mulino bianco. Non me ne vergogno per niente. Non per questo però ho cercato
queste cose in maniera superficiale, anzi, PROPRIO per questo le ho sempre considerate
importanti e da costruire in maniera consapevole e seria. Dopo un po, però, quando sono
stata sicura di avere di fronte la persona giusta, ho fatto “il salto”.(Chiaramente perchè
la persona giusta ha voluto farlo insieme a me..altrimenti non sarebbe stata la persona
giusta!) Forse è questo che spaventa tante persone.. l’idea di saltare e in un certo senso
scombussolarsi la vita.. “e se poi non andasse bene?” viene da pensare. Io credo
profondamente che andrà bene. Certo il matrimonio è assolutamente diverso
dall’innamoramento (che come diceva un bravo sacerdote-psicoterapeuta che ci ha fatto il corso “è una piccola psicosi”) e a questo bisogna essere preparati. All’ordine del giorno ci sono i compromessi e i piccoli sacrifici (dico piccoli perchè se uno li sente troppo grossi o troppo continuativi allora significa che il dare e il ricevere non sono più in equilibrio e allora bisogna parlarne). E soprattutto c’è il PARLARE, senza dare per scontato che l’altro
possa radiografare il nostro cervello e consapevoli delle magari fastidiose ma inevitabili
differenze tra uomo e donna…ma qui ci sarebbe da aprire un’altra storia!
Beh tutto questo per dire che ognuno ha ed è la sua storia, e l’importante è che deve
guardarsi dentro con serietà e rispetto nei confronti di se stesso e degli obiettivi che
vuole raggiungere, dopodichè, nello specifico, decidere di sposarsi o ppure di non farlo.
La società ci condizionerà sempre, da mille punti di vista. Non dobbiamo coltivare la
nostra individualità.
E voi? perchè vi siete sposati o non sposati??
Scusate non sono molto pratica, l’ impaginazione è venuta un po’ schizofrenica :)
Ciao Silvia
Io mi sono NON sposato XD perchè non ho la ragazza adesso.
Ciao Silvia,
Beh! meno male che crescono ancora le donne che sognano quello che sognavi tu (Principe Azzurro ecc..). Perché è proprio con questo approccio che uno inizia a pensare ed a desiderare di avere una vita felice unitamente ad un’altra persona (sinonimo di Valore).
Oggi i principi azzurri (ometto volutamente le iniziali maiuscole) sono…pensa te… corona, briatore, fiorani..matrimoni di interesse che di amore ne hanno ben poco (e nessuno mi dica il contrario per favore) ma figurati se questi Opinion leader inculcano nei giovani gli argomenti che abbiamo trattato direi molto seriamente e concretamente nel blog..penso che ci siano poche speranze per il futuro e lo dico mio malgrado avendo una figlia di 15 anni che del Mulino Bianco non ne sente più parlare da un pezzo..
Ciao
A proposito di principe azzurro e spot da mulino bianco…..mi rivolgo a tutte le donne che ancora sono ad aspettarlo e sognano una famiglia felice…non smettete mai di cercare tutto questo e di credere nell’Amore!!! perchè è vero che questo sentimento così importante per tutti noi, può regalarci gioie infinite ma anche profondi dolori..ma quando è vero, è l’unico in grado di tenere unite due persone veramente…nonostante tutto!!
“Il problema con i vincoli matrimoniali, è che ci sono troppi vincoli e non abbastanza matrimonio” Chistopher Morley